>>SCRITTI DI-VERSI 

a cura di Nicoletta Buonapace

Scritti improvvisi, schegge, frammenti sottratti al silenzio o al rumore di fondo del chiacchiericcio quotidiano

                                   VELI

Scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che venga poi scoperto.
(Italo Calvino)

Molti sono i significati che accompagnano il velo. Segno polisemico, ambivalente, presente fin dall’antichità nell’immaginario, nella filosofia, nei miti, nella letteratura. Simbolo d’illusione, il velo dell’apparenza, di seduzione nel gesto che si accompagna all’offerta dello sguardo, di segreto, posato sul capo degli iniziati di ogni rito, a difendere qualcosa che non può essere rivelato, trama di parole, in poesia, che velando l’esperienza ne svela gli aspetti talvolta indicibili.

Percy Shelley

Non sollevare quel velo dipinto, quel che i viventi
chiamano Vita: per quanto forme irreali vi sian ritratte
e tutto quello che vorremmo credere
vi sia imitato a colori capricciosamente,
dietro stanno in agguato Paura e Speranza,
Destini gemelli, che tessono l'ombre in eterno
sopra l'abisso cieco e desolato. Un tempo
conobbi un uomo che l'aveva sollevato: cercava
col cuore suo tenero e sperduto
qualcosa da amare, ma, ohimé, non ne trovò,
né trovò nulla di ciò che il mondo tiene
cui poter dare la propria approvazione.
Passò in mezzo alla folla distratta, splendore
in mezzo alle ombre, una macchia di luce
su questa lugubre scena, uno Spirito in lotta
per giungere a cogliere il Vero,
ma come il Predicatore, egli non lo trovò.

Nicoletta Buonapace

 

Segreto
pervasivo
uno slancio 
di vita
ti gioca
non ne conosci
la lingua
l’alfabeto
inascoltata
ti sussurra
nei sogni
fiorisce
nella mano

mietitura
di stelle
ti disperde
allora incidi
sulla pelle
un’alfa d’inizio

chi alzerà il velo
su questo suono
d’universo?

nulla
ha quella meraviglia
quello stupore
di prodigio
in tanta arditezza
di nascita
in tanto sfolgorare
di materia gravità 
e invisibili legami

dispiegati dunque!

 

Anna Achmatova

 

Strinsi le mani sotto il velo oscuro…
«Perché oggi sei pallida?»
Perché d’agra tristezza
l’ho abbeverato fino ad ubriacarlo.

 

Come dimenticare? Uscì vacillando,
sulla bocca una smorfia di dolore…
Corsi senza sfiorare la ringhiera,
corsi dietro di lui fino al portone.

 

Soffocando, gridai: «È stato tutto
uno scherzo. Muoio se te ne vai».
Lui sorrise calmo, crudele
e mi disse: «Non startene al vento».

 

Paul Celan

 

Lontananze

 

Con lo sguardo nello sguardo, nel freddo

lasciaci fare questo ancora:

respirando

tessere insieme il velo

che ci nasconde l’uno all’altra,

quando la sera s’appresta a stimare

quanto ancora è lontana,

da ogni figura che essa si dà,

ogni figura che a noi essa presta.

 

Francesco Petrarca

 

Lassare il velo o per sole o per ombra,

donna, non vi vid’io

poi che in me conosceste il gran desio

ch’ogni altra voglia d’entr’al cor mi sgombra.

 

Mentr’io portava i be’ pensier’ celati,

ch’ànno la mente desiando morta,

vidivi di pietate ornare il volto;

ma poi ch’Amor di me vi fece accorta,

fuor i biondi capelli allor velati,

et l’amoroso sguardo in sé raccolto.

Quel ch’i’ più desiava in voi m’è tolto:

sì mi governa il velo

che per mia morte, et al caldo et al gielo,

de’ be’ vostr’occhi il dolce lume adombra.