LADY MONTAGU, LA STUDIOSA CHE HA DIFFUSO I  VACCINI IN OCCIDENTE

Sara Sesti

 

1721: UN ESPERIMENTO DI DONNE IGNORANTI

Fino a poco tempo fa, l’introduzione della vaccinazione nei Paesi europei, avvenuta nel 1796, era fatta risalire solo al lavoro del medico britannico Edward Jenner e alla sua lotta contro il vaiolo. Ma in realtà prima di lui una donna aveva già anticipato una pratica simile: Mary  Wortley  Pierrepont, nota soprattutto come Lady Montagu.

Nata nel 1689 a Thoresby Hall in una famiglia aristocratica - il padre è il marchese di Dorcester -deve combattere con determinazione per riuscire a sposare Edward Wortley  Montagu: nel 1712  fugge da casa, si sposa e trascorre in campagna i primi tre anni di matrimonio.

Poi, quando nel 1715 Montagu viene nominato membro del Parlamento, si trasferisce a Londra dove diventa una protagonista della vita sociale: bella e intelligente, raccoglie attorno a sé anche personaggi come il poeta Alexander Pope o la saggista Mary Astell sostenitrice dell’istruzione delle donne.

Ma il periodo “facile” finisce presto, perché lady Montagu si ammala della stessa malattia che due anni prima le ha rubato il fratello: il vaiolo, che ogni anno uccide tra il 10 e il 20 per cento della popolazione europea di allora, senza contare le gravi conseguenze che comunque colpiscono i sopravvissuti.

Da questo momento l’attenzione alla lotta contro il vaiolo diventa un fatto centrale della sua vita.  Nel 1716 accompagna il marito che è stato nominato ambasciatore a Costantinopoli. Durante la sua permanenza nella capitale, che dura dall’estate 1716 all’estate 1718, viene in contatto con Emanuele Timoni, medico di Costantinopoli, laureato all'università di Padova, membro della Royal Society di Londra dal 1703, che nel 1713 ha già pubblicato nelle Philosophical Transactions of the Royal Society un suo trattato sull'inoculazione. Con lui esplora i costumi locali e ha la possibilità di visitare anche le zone che nelle case sono riservate esclusivamente alle donne della famiglia. Si convince della bontà della pratica dell’inoculazione contro il vaiolo, detta anche “variolizzazione”. Il metodo consiste nell’iniettare, con un grosso ago, i virus vivi, presi dal pus raccolto dalle pustole del vaiolo di persone che hanno contratto la malattia in modo lieve, in una scarificazione della cute di individui non affetti, per immunizzarli. Una volta iniettato il “veleno”, si medica la ferita con un pezzetto di guscio di noce vuoto. Dopo otto giorni si vedono gli effetti della puntura: una febbre che dura per due o tre giorni e qualche pustola che poi sparisce insieme alla febbre. E chi è stato inoculato non si ammala più. 

La scoperta che ogni anno in Oriente migliaia di persone si sottopongono al trattamento è così strabiliante per Lady Montagu che da allora Mary si impegna a diffonderla ovunque: nel 1718 comincia facendo inoculare il figlio di quasi cinque anni con l’aiuto del chirurgo dell’ambasciata Charles Maitland. 

Poi il rientro in patria, dove la sua proposta incontra molta resistenza da parte della classe medica perché la pratica non solo appartiene alla tradizione di un Paese orientale ma addirittura è tramandata a voce dalle donne, considerate inferiori. 

La situazione rimane stabile fino al 1721, quando in Inghilterra scoppia un’epidemia di vaiolo. Lady Mary ne approfitta per far partire una prima, vera, campagna “vaccinale”, facendo inoculare anche la figlia dallo stesso Maitland, alla presenza di due suoi colleghi, cercando di far capire a tutte le persone che questa pratica è sicura e può salvare molte vite. La voce dei primi successi si sparge e la pratica inizia ad affermarsi. Lady Montagu riesce anche a convincere la principessa del Galles, Caroline di Ansbach, futura regina e buona amica, a far immunizzare i suoi figli. Prima però, il medico di corte Sloane le suggerisce di sperimentare meglio il metodo su alcuni prigionieri in cambio della loro libertà; l’esperimento va a buon fine e così tutta la prole della principessa viene “inoculata”. 

Per far praticare l’inoculazione nel resto d’Europa, invece, ci vorranno altri quarant’anni e parecchie vittime illustri.  Nel 1774, lo stesso re di Francia, Luigi XV, morirà per via del vaiolo. 

Edward Jenner più avanti, perfezionerà la pratica della variolizzazione, fino ad inventare il vero e proprio vaccino, utilizzando al posto del vaiolo umano quello bovino considerato più sicuro. 

A mano a mano che la vaccinazione prenderà piede, la variolizzazione verrà abbandonata, ma a Lady Montagu rimane il merito indiscusso di aver posto le basi di quella che sarebbe divenuta una delle invenzioni più importanti della storia della medicina, alla quale ancora oggi dobbiamo molta della qualità della nostra vita.