Visti da fuori…

Con una serie di interviste esploriamo atteggiamenti e opinioni nei confronti dell’omosessualità

Intervista  a Sonia
45 anni, convive con il suo compagno e i suoi due figli di 10 e 7 anni
Elena Clemente
D. Qual è la tua definizione di omosessualità? Cosa significa essere omosessuali?

R. Per me significa che una persona instaura delle relazioni affettive e sessuali, dei legami amorosi  con una persona dello stesso sesso.

 

D. In Italia secondo te a che punto siamo?

R. Secondo me siamo culturalmente molto indietro rispetto ad altri paesi in cui un diverso orientamento sessuale viene considerato come una normale espressione della propria vita. In Italia ci sono ancora molti pregiudizi, discriminazione e isolamento.

 

D. Cosa pensi debba essere riconosciuto?

R. Innanzitutto pari dignità umana. E tutti i diritti civili, senza alcuna differenza: il matrimonio e la possibilità di adottare. L’unico dubbio è sulla questione della maternità surrogata, temo che si possa creare dello sfruttamento.

 

D. Per quanto riguarda la gestione della crescita e l’educazione di un bambino, pensi che ci possano essere delle differenze rispetto ad una coppia eterosessuale, ci possono essere delle difficoltà?

R. Penso che ci siano delle differenze cosi come ci sono delle differenze tra una coppia eterosessuale e un’altra. Le differenze le fanno le persone. Non so se ci sia un modello di coppia che si occupa di educare dei figli a cui si possa fare riferimento. Facendo riferimento anche alle mie nozioni di psicologia, ricordo che il concetto di figura materna e paterna è appunto un concetto: un uomo può avere una funzione materna e una donna una funzione paterna. E’ questo che ho nella mia mente…l’importante che ci siano entrambi gli aspetti nella relazione affettiva con i bambini, ma non è detto che ci siano in una coppia eterosessuale…ci sono molti padri che si sottraggono al ruolo o madri anaffettive…non penso assolutamente che ci possano essere dei danni sui minori dovuti al fatto che ci siano due persone dello stesso sesso che si amano.

 

D. Dicevi che secondo te in Italia ci sono ancora molti pregiudizi. Ti è capitato di incontrare situazioni in cui si è manifestato il pregiudizio nei confronti di persone omosessuali?

R. Sicuramente l’aspetto della ridicolizzazione è molto frequente, sul lavoro, dal parrucchiere…Vera e propria discriminazione non l’ho incontrata direttamente…Però da ragazza, ho avuto un amico d’infanzia che è omosessuale , poi penso che le cose sono un po’ cambiate, però ricordo una fortissima sofferenza e difficoltà posta dalla sua famiglia. Addirittura mi chiamavano chiedendomi di convincerlo a diventare eterosessuale o…che erano molto preoccupati o lo chiudevano in casa…questo parlo di 25 anni.

 

D. Invece con i tuoi figli, in ambito scolastico ti è capitato di sentire dei pregiudizi…

R. Si, con i bambini tantissimo. Purtroppo fin da piccoli, i genitori cominciano a dire “ah, ha la fidanzata, il fidanzato…”,  secondo  me precocemente rispetto l’interesse dei bambini…

 

D. Prima che abbiano definito qual è il loro orientamento?

R. Si, e quando parlano tra loro dicono “speriamo che non diventi gay…non fare così se no…sempre con questa ironia che diventa sarcasmo, a volte  intervengono con battute sui comportamenti dei bambini o con il bambino stesso o con altri genitori.

 

D. E tu reagisci? Soprattutto mi interessa sapere se hai una reazione emotiva quando ti trovi in situazioni come quella che hai descritto. E poi anche se intervieni in modo diretto.

R. Ho una reazione di fastidio, ma non intervengo. Preferisco proporre un mio modo diverso di vivere l’omosessualità. Un po’ di tempo fa mio figlio mi diceva che voleva sposare un suo compagno e io ne parlavo senza ironia o preoccupazione. E dicevo che era bello che mio figlio potesse esprimere i suoi sentimenti di amicizia, perché a questa età (5-6 anni) di questo si tratta, liberamente sia con un bambino che con una bambina. Oppure guardando delle foto di una gita scolastica in cui mio figlio era ripresa spesso abbracciato ad un suo compagno e altri hanno fatto la battuta mentre io ho detto che era una cosa bella. Non provo vergogna, di dire che ho amici omosessuali o a dire che gli affiderei i miei figli. Se però vedessi  violenza esplicita interverrei. Il fastidio emotivo che sento è uguale a ciò che provo quando sento battute razziste o sessiste. Credo di non aver trovato ancora il modo per intervenire quando assisto ha ciò che ho descritto, perché non ho ancora trovato il modo giusto per farlo.

 

D. Ti capita mai di parlare di omosessualità?

R. Ne parlo sicuramente con il mio compagno, con le mie amicizie omosessuali. Nel mondo eterosessuale non mi è mai capitato di parlarne.

 

D. Pensi sia utile aumentare la conoscenza rispetto a cosa si sa dell’omosessualità? Fare cultura in questo senso?

R. Si perché possa crescere la sensibilità su questo tema che a volte sembra non ti appartenga se non lo vivi tu, direttamente.

 

D. Credi che sia importante che il tema dell’omosessualità venga trattato nelle scuole, ad esempio nei laboratori di educazione all’affettività?

R. I miei figli stanno partecipando a degli incontri sull’affettività e la sessualità tenuti da degli psicologi della ASL, ma noi genitori non sappiamo di cosa si parla esattamente e in che modo. Mi piacerebbe che il tema dell’omosessualità fosse trattato in quanto una forma di affettività. Lo davo per scontato, ma mi informerò meglio.

 

D. E con i tuoi figli hai mai parlato di omosessualità?

R. Si, più volte anche perché noi frequentiamo una coppia di amiche lesbiche e i miei figli mi hanno chiesto perché venissero sempre insieme e io gli ho risposto che sono due persone che si amano e vivono insieme e mi hanno chiesto perché non avessero un bambino e allora gli ho detto che non è molto facile in questo paese.

 

D. E’ stata un’esperienza importante il dialogo su questo tema?

R. Si, perché ha rafforzato il rapporto, il legame, la nostra capacità di comunicare perché non voglio ci siano argomenti tabù tra di noi non voglio che possa percepire un giudizio negativo, che può essere ciò che è. Questo è stato un elemento di ricchezza per noi. Non so come sarebbe potuto succedere se non fossero stati loro a chiedere sollecitati dalla presenza di questa coppia di amiche.

 

D. Intendi dire che se non hai dei contatti o relazioni con persone omosessuali, potrebbe non succedere mai che se ne parli con i propri figli?

R. L’unica occasione in cui può capitare è perché sentono un fatto di cronaca, i bambini sentono in televisione del ragazzo picchiato e mi chiedono come mai..

 

D. In maniera tragica, non parlando d’amore ma di violenza…

R. In maniera tragica sì.