Chi non sa aspettarsi l'impossibile, non lo vedrà mai

Eraclito

L'ANGOLO DI SANTIPPE

editoriali del Direttore 

una voce stonata (fuori dal coro)

Ci dicon “Siamo uguali” 

ma io vorrei sapere

uguali davanti a chi? 

uguali per che per chi?

da Uguaglianza di Paolo Pietrangeli

muoversi nel futuro

per una gaia scienza

Paradosso e pregiudizio
è matematico
Giuditta Pieti

L'essere umano si adegua istintivamente a quella che, lui crede, rappresenta la volontà del gruppo. Questo atteggiamento diffuso fa sì che la novella del buon pastore abbia il suo  fondamento in una dialettica fenomenologica che trova la sua ragion d’essere nella sussistenza complementare di un gregge di pecore.

E mal ne incolga alla pecora nera.

Allora qual è la morale della favola per cui il comportamento sessuale e i rapporti parentali, condizionati dalla morale corrente e soggetti a prescrizioni e proscrizioni, anatemi e censure, sono più influenzati dal contesto sociale che dal desiderio di garantire alla gente, a tutta la gente, una vita pubblica più felice?

L’ipocrisia e la mancanza di rispetto confliggono con la critica radicale a norme e leggi anacronistiche, che derivano da convinzioni sociali e religiose, fonte di disagio e sofferenza per coloro che si sentono accerchiati da chi è più realista del re e più papista del papa.

Se l’etica è un fatto culturale, si può accettare di buon grado la morale cattolica, sia pur in versione sessuofobica, purché non venga imposta a chi cattolico non è. Perché riconoscere i diritti legittimi di un individuo dovrebbe negare quelli di un altro?

Accettare che la legge civile in Italia permetta comportamenti contrari alla morale cattolica? Quando mai! Detto questo, non basta fustigare i benpensanti e consolare gli afflitti, ma è d’uopo indagare sulla caparbia di chi, incapace di dubbi, si prostra ciecamente ai pregiudizi e trova non solo assurdo ma anche illegittimo il punto di vista di chi esprime, aldilà delle altrui convenzioni, le proprie convinzioni con coraggio e onestà.

La fantasia storica e psicologica si dovrebbe interrogare su come mai possano incombere ancora oggi, nelle scelte personali quelle esegesi che, tra fede e incidenti culturali, la dicono lunga sul concetto irriducibile di monopolio etico ed esclusione.  E ci aiuterebbe anche a intendere quanto stupidi possano apparire molti dei nostri pregiudizi prediletti, in un altro tempo e in un altro spazio.

Chiunque abbia a cuore la felicità della gente, delle genti, non può non combattere le imposizioni, a vantaggio di norme che garantiscano una più soddisfacente espressione della sessualità e delle prassi famigliari più adeguate a garantire paternità / maternità responsabile, se i figli sono cercati sul serio.

Per interpretare una società, antica o moderna che sia, due restano gli elementi fondanti e tra loro correlati: il sistema economico e il sistema familiare. Nello scorso millennio, indagando le istituzioni sociali che li rappresentano, Marx e Freud avevano orientato il pensiero contemporaneo in tale direzione.

Oggidì “apocalittici e integrati, degenerati e bigotti” si affrontano su un terreno che vede un titanico scontro di hybris come direbbero i greci, di tracotanza, laddove leggi e buon senso sembrano abitare altrove dall’Italia. E non solo sulla pelle degli adulti, ma anche su quella dei bambini, per i quali famiglia significa innanzi tutto amore.