LE BUONE PRASSI
ESPERIENZE E BUONE PRATICHE A MILANO E OLTRE

a cura di Paolo Bozzato 

La rubrica si propone di dare risalto e diffusione alle iniziative ed esperienze più significative sui temi del rispetto, dell'accoglienza, dei diritti, della promozione della salute e del benessere delle persone di tutte le identità di genere e gli orientamenti sessuali.

Ma di che gender stiamo parlando?

Serata organizzata a Varese dall’associazione di politica professionale “AltraPsicologia” e dal “Comitato Varese c’è”, è stata un’occasione per leggere il tema del cosiddetto gender con uno sguardo capace di andare non solo oltre gli allarmismi, ma dentro il cuore del problema.

Mauro Grimoldi (Psicologo, Consigliere e Past President dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia), Enrico Maria Ragaglia (Psicologo Sipsis affiliato all’American Psychological Associaton) e Riccardo Conte (Avvocato civilista già docente di Diritto Processuale all’Università Statale di Milano) hanno portato il focus dei loro interventi sulla rivoluzione copernicana, tanto paventata da chi si dichiara “antigender”, che in questi ultimi anni sta attraversando la nostra cultura, la nostra società e, piano piano, il nostro sistema di leggi.

La letteratura relativa agli studi di genere non menziona alcuno dei temi che tanto hanno allarmato e scaldato gli animi negli ultimi mesi: nessun tentativo di cancellare la differenza biologica tra maschi e femmine, né tantomeno l’invito a insegnare la masturbazione ai bambini dell’asilo. Eppure questo è ciò che spesso leggiamo e ascoltiamo. Addirittura un cartone animato come Kung Fu Panda e un libro per l’infanzia come “Piccolo giallo e piccolo blu” sono stati messi all’indice perché potenziali portatori di messaggi subliminali contro ciò che è “naturale”. Siamo continuamente bombardati da notizie di questo genere, di fronte alle quali anche chi è meglio informato si trova spesso senza argomentazioni.

In una città come Varese in cui per una serata tenuta dall’avvocato Amato si muovono 200 persone e viene concessa la sala principale del Comune, ad alcuni è sembrato complicato diffondere le locandine di un evento come quello organizzato da AltraPsicologia e dal comitato “Varese c’è”, che non aveva nulla di ideologico, ma desiderava semplicemente lasciare la parola agli esperti. Perché è così difficile trovare un terreno di confronto sereno?

Per poter comunicare è necessario usare un codice linguistico condiviso: mentre qui si utilizzano termini, come gender, del quale vengono date definizioni differenti e si afferma che quel che viene scritto nel Decreto della Buona Scuola nasconde altri intenti ed altri significati. Si struttura così, anche così, l’inizio di un pensiero paranoico, quello che vede complotti ovunque. E allora, come rispondere a chi ha paura di qualcosa che di fatto neppure esiste?

Come ha detto Obama, con la responsabilità, quella che hanno coloro i quali si sono spinti avanti, di guardare indietro e aiutare gli altri.