LGBT+
persone a orientamento sessuale e identità di genere specifici
LE PAROLE CHIAVE - GLOSSARIO

LESBICHE è un termine con il quale si indica l'attrazione affettiva, sentimentale e sessuale tra donne e, semplificando, l'omosessualità femminile: donne che amano le donne

​Il termine lesbica, che deriva dal nome di Lesbo, isola natale di Saffo, indica l’omosessualità femminile: l'attrazione sentimentale e/o sessuale fra donne era infatti parte del percorso formativo previsto per le giovani del tiaso, circolo culturale femminile della poetessa greca vissuta a cavallo tra il VII-VI secolo a.C.  

Durante il corso dei secoli successivi, l’uso pur infamante della parola non basta ad alimentare una riflessione nell'ambito del sesso tra donne, perché la posta in gioco era modesta in rapporto alle valenze sociali, culturali e politiche del sesso tra uomini. Se essere "contronatura" rappresentava ciò che incarna -letteralmente- un rovesciamento di potere e di cultura inaccettabili, le conseguenze sociali dell'amore omosessuale femminile erano potenzialmente le meno rilevanti e pericolose per l'ordine costituito.

Nella contemporaneità, il termine "lesbica", via via sempre più sdoganato dal significato dispregiativo, connota, nella dimensione sociale e politica, un'identità omosessuale, la quale definisce -a livello emozionale, affettivo, sessuale- una relazione d’amore tra donne.

Si afferma la necessità di un nuovo pensiero per descrivere la specificità di un vissuto non nominato.

Donne omosessuali, spesso provenienti da una militanza nel movimento femminista, danno vita a un confronto che, a partire dalla propria esperienza di amare le donne, trova parole per pensarsi, esprimersi, rappresentarsi, cercando tracce di esistenze lesbiche nella storia e nella cultura.

Al centro dell’attenzione è il disvelamento, l’uscita dalla menzogna e dalla dissimulazione, la fatica e la gioia del coming out, visto come atto politico di liberazione per sé e per le altre donne.

Dirsi lesbica è significante, per le donne omosessuali, di un percorso di autoconsapevolezza condiviso, in un orizzonte di trasformazione e di analisi della realtà, attraverso uno sguardo che non è neutro, ma radicato nel corpo. A differenza del termine “gay”, più accattivante, il termine “lesbica” sancisce -strappandola allo stigma, al silenzio, al pregiudizio- la riappropriazione di una parola, per nominare esistenze non contemplate.

In ambito psicologico teorie diverse indviduano fasi e stati dell'omosessualità femminile,

a seconda dei relativi approcci metodologici.

Concetti quali soggetto eccentrico, posizionamento, costruzione sociale del  genere rappresentano oggi dei topoi  cruciali, vale a dire dei luoghi fondanti da cui si genera senso che nella denotazione della parola "lesbica" assume connotazione teorica e diritto di cittadinanza nella polis.