LGBT+

persone a orientamento sessuale e identità di genere specifici
- GLOSSARIO- LE PAROLE CHIAVE

INTERSEX termine che indica persone i cui caratteri sessuali non sono definibili come esclusivamente maschili o femminili

La parola “intersessuale” -intersex- è un termine-ombrello controverso, che racchiude più varianti di definizioni per descrivere persone le cui caratteristiche sessuali non sono univocamente classificabili come maschili o femminili. Tali condizioni  possono intervenire a livello cromosomico, ormonale o morfologico.

Le variazioni sessuali rispetto al maschio o alla femmina standard sono una ogni 100 nascite e gli interventi chirurgici per “normalizzare” l’apparenza genitale sono una ogni 1000/2000.

La sigla DSD (disordine della differenziazione sessuale o disordine dello sviluppo sessuale, "disorders of sex development" in inglese) classifica in termini clinici -semplificatoriamente e parzialmente- le caratteristiche delle persone intersessuate. Con il termine disordini della differenziazione sessuale si indica in realtà un ampio ventaglio di situazioni in cui lo sviluppo sessuale avviene in modo incompleto o ambiguo. Altri termini che meglio definirebbero questo complesso quadro di situazioni diversificate sono: disordini della differenziazione sessuale; disturbi, differenze o variazioni dello sviluppo sessuale.

La differenziazione sessuale è un processo che nel genere umano inizia con la fecondazione, nella quale si determina il sesso, e termina sul finire della pubertà, con lo sviluppo dei caratteri sessuali secondari. 

L'uso del termine intersessualità usato come sinonimo di ermafroditismo rimanda a una connotazione dotta che trova le sue radici nella mitologia e rivela l'incapacità di tollerare l'ambiguità che comporta la condizione intersessuale. Il bisogno di decidere (de-caedo in latino significa taglio) l’appartenenza sessuale ha determinato il ricorso a pratiche chirurgico-ormonali precoci e invasive, i cui esiti si sono rivelati problematici. Lo sviluppo dell'identità di genere è un processo complesso, dove sesso biologico, caratteristiche psicologiche e ruoli sociali confluiscono nel produrre la percezione di sé come maschio, o come femmina, o come “altro”. Forzare questa definizione quando l'individuo ha pochi anni, o pochi mesi, può pregiudicare la possibilità di uno sviluppo armonico.

Dibattuta e controversa la denotazione di intersessualità infarcita di variabili che spaziano da disturbi endocrini e  metabolici a malformazioni congenite e anomalie cromosomiche.

La definizione di intersessualità per alcune associazioni di persone intersessuali andrebbe cambiata,  in quanto  il termine intersessualità è definizione imprecisa e può assumere connotazione negativa. Le associazioni si battono contro la prassi di sottoporre individui appena nati che presentano anomalie genitali ad operazioni chirurgiche e cure ormonali per omologare queste persone ad uno dei due sessi riconosciuti, con costi umani, sociali e sanitari altissimi.

In alcuni paesi tra cui Australia, Nuova Zelanda, Nepal, Kenya e dal 2013 Germania, è possibile registrare un neonato come “indeterminato”. La ratio è quella di consentire alle persone intersessuali di scoprire liberamente la propria identità di genere: un'identità che, se in parte prescinde da come si nasce, ha invece molto a che fare con il come si cresce.