Il velo e il mistero del femminile
 
Elisabetta Pasini
Counselling, Dreamworking, Self-Experience
www.theflyingcarpet.it

“Che cosa ho io in comune con queste donne velate e vestite di nero che incontro quotidianamente per strada, in metropolitana, nei mall?”

Questa fu la prima domanda che posi a me stessa arrivando a Dubai nel novembre del 2015.

Non avevo mai pensato a Dubai come a un posto reale; ma stavo per trasferirmi laggiù, e ci avrei vissuto per circa un anno.

Nella mia immaginazione Dubai era un mondo artificiale che non mi attirava visitare nemmeno per una vacanza, figuriamoci per viverci. L’immagine che ne avevo era un’architettura futuristica e improbabile che, sotto una facciata di ricchezza e lusso ostentati,  nascondeva alcuni dei più allarmanti incubi del nostro secolo: diseguaglianze sociali ed economiche, assenza di democrazia, mancanza di diritti per le donne, scontro culturale tra Est e Ovest, dittatura religiosa.

Nella mia visione di donna occidentale emancipata, il velo rappresentava un segno inequivocabile di sottomissione, dipendenza, inferiorità della donna rispetto all’uomo.

Tuttavia, girando per la città, non potevo fare a meno di confessare a me stessa che c’era qualcosa di molto affascinante e misterioso in quelle donne velate e vestite di nero che camminavano di fianco a me per strada, e che mi parevano circondate da un’aura di solennità, sicurezza e determinazione invidiabili. La loro presenza, lungi dall’essere nascosta, esercitava ai miei occhi un potere quasi magnetico, che si intuiva attraverso la solennità delle andature e il fascino dello sguardo.

C’era qualcosa di molto potente nel loro modo di scomparire, di rendersi invisibili nello spazio pubblico, che mi faceva pensare a una forma estrema di sfuggire al controllo, una forma che noi, in Occidente, forse avevamo perduto, nonostante le nostre identità di donne libere e di successo di cui tanto andiamo fiere.

 

Spesso proiettiamo su altre culture ciò che, della nostra, non vogliamo vedere o non siamo capaci di affrontare.

Le donne velate che tanto mi incuriosivano suscitavano in me nuove domande, una in particolare mi sembrava importante: di fronte al velo delle donne islamiche dovremmo forse provare a chiederci non solo perché loro lo portano, ma anche perché noi, in Occidente, siamo così spaventati dal loro coprirsi.

Di che cosa sono fatti i burqa e i veli occidentali? Sotto quali veli è confinato, nascosto, il principio femminile in Occidente?

Interrogarsi sul velo islamico può forse aiutare a sollevare qualcuno dei “veli dell’Occidente”?

 

Di questo e altro ancora parleremo prossimamente in un'intervista con Sumaya Abdel Kader, Consigliera al Comune di Milano nelle liste del PD, che da anni si occupa di politiche attive sui temi dell’interculturalità, dell’incontro tra religioni e del femminile.