LGBT+
persone a orientamento sessuale e identità di genere specifici
LE PAROLE CHIAVE - GLOSSARIO

BISESSUALI termine con il quale si indica l'attrazione affettiva, sentimentale, sessuale per entrambi i sessi

Il termine bisessuale indica che le tendenze eterosessuali e omosessuali si equivalgono: la persona non ha un orientamento esclusivo, ma può sperimentare attrazione erotica e sentimentale per entrambi i sessi.

Può quindi intraprendere relazioni  amorose sia con maschi sia con femmine in quanto si sente attratto/a dalla persona in quanto tale, a prescindere dal genere sessuale cui essa appartiene, dando luogo, in una percezione primitiva, a una sorta d’indeterminatezza sessuale.

È emblematica la concezione proposta nel mito cosmogonico sviluppato dalla popolazione Dogon nel Mali, per i quali la circoncisione maschile e l’escissione femminile riporterebbero ordine nel caos attraverso la rimozione dell’ambiguità sessuale:    nel maschio dell’anima femminile che risiede nel prepuzio, nella femmina dell’anima maschile che risiede nel clitoride. A livello di microcosmo, nei fondamenti primordiali della psicologia del profondo, la condizione neonatale di coesistenza delle caratteristiche di entrambi i sessi  riflette lo stato di indifferenziazione dei primi accenni della organizzazione psichica, nei quali, al di là delle caratteristiche biologiche, in ogni individuo, maschio o femmina che sia, si trovano tracce dell'apparato genitale del sesso opposto.

A oggi non esistono evidenze scientifiche relative all’argomento, ma scuole di pensiero che orientano la ricerca ad aspetti   organicistici o sociologici, entrambi legati alla prima fase evolutiva dell’individuo. Il sesso "dominante" nella persona rimuoverebbe nell'inconscio la rappresentazione psichica del sesso "vinto". Nella psicoanalisi classica, la bisessualità è un concetto che sembra riguardare più l'identità che l'orientamento sessuale. In tempi recenti la bisessualità viene da alcuni riconosciuta come pertinente al "gender" piuttosto che all'identità sessuale propriamente intesa, e come tale andrebbe ad assumere una caratteristica di "fluidità", o variabilità, sessuale. La differenza fra i due termini -"bisessualità" e "fluidità" ha a che fare col criterio temporale: mentre i bisessuali sono permanentemente attratti da entrambi i sessi, riconoscendosi come tali, i fluidi tendono ad assumere un’identità variabile nel tempo, scompaginando vieppiù l'assetto dicotomico "maschio/femmina" ed "etero/gay". Da questo punto di vista, la bisessualità infine sembra essere sia una connotazione della mente, che un orientamento psicoaffettivo rivolto a entrambi i sessi. La dimensione mentale, può infatti comprendere un immaginario slegato dall’orientamento affettivo reale vero e proprio, riguardante forse un ideale di completezza dell’essere, con aspetti tanto maschili quanto femminili, in una dimensione carica di possibilità, nella messa in gioco di una complessità che sfugge al binarismo sessuale. In psicologia clinica il nucleo di ambiguità connesso al processo d’indiscriminazione ipotizzerebbe la presenza di un’organizzazione psicologica agglutinata e confusa.

Categoria controversa di giudizio, può risultare oggetto di discriminazione da parte degli ambienti sia eterosessuali sia omosessuali. La critica sociale riguarda la disapprovazione per chi l’assume perché vuole tutto o per rendere più accettabile agli occhi esterni la propria inclinazione sessuale.