IL SEGNALIBRO a cura di Mariella Dal Farra

Schede di lettura e recensione di testi

Se esiste una spiegazione del mistero, è questa: l’amore tra donne è un rifugio e una fuga nell’armonia e nel narcisismo invece che nel conflitto. Nell’amore tra uomo e donna ci sono resistenza e conflitto, due donne invece non si giudicano a vicenda, stringono un’alleanza. In un certo qual modo è amor di sé. Io amo June perché è la donna che mi piacerebbe essere. Non so perché June ami me. 

(dal Diario di Anaîs Nin - Inverno 1931-32)

Dell'ambiguità del duplice amore...

Così scriveva Anaîs Nin a fronte della recente scoperta di potersi innamorare tanto degli uomini quanto delle donne – nello specifico, di Henry Miller e di sua moglie June, che fu fonte di ispirazione per entrambi gli scrittori. La ricognizione di questa facoltà si trasforma nei suoi scritti - nei romanzi, e ancor più nel “Diario” - in materia d'indagine letteraria. Caso abbastanza raro in letteratura, dove la specificità dell'orientamento bisessuale è significativamente meno rappresentato sia di quello etero che di quello omosessuale.

Le eccezioni sono però... "d'eccezione", annoverando fra gli altri autori quali Catullo, William Shakespeare (Il lamento di un'amante) e Walt Whitman. E forse non è un caso che la poesia, ancora più della prosa, sia stata capace di esprimere la fluidità di un'attitudine percepita, tanto dall'orientamento "maggioritario" quanto da quello "minoritario", come "duplice", e dunque potenzialmente ambigua, quando non opportunista.

Un capolavoro di ambiguità, oltre che "un'indagine sull'amore" fra le più sottili, è costituita dalla prima tetralogia di Lawrence Durrell, che fu amico di Anaîs Nin e che, come lei, appare affascinato dall'intrinseca molteplicità dell'io. I quattro romanzi che compongono la serie, nota come Il quartetto di Alessandria (Justine, 1957; Balthazar, 1958; Mountolive, 1958; Clea, 1960), danno conto di questa molteplicità, raccontando per tre volte la stessa vicenda, ma da tre punti di vista differenti, e lasciando al quarto libro il compito di operare una (impossibile) sintesi.

Durrell si avvale, nello sviluppo della sua "indagine", del dispositivo narrativo della spy-story: perfetta metafora di quel "doppio gioco" nel quale sembra consistere la dinamica amorosa. Si tratta peraltro di una metafora mutuata dalla stessa Nin, che nel 1954 aveva pubblicato un romanzo dal titolo Una spia nella casa dell'amore. A cavallo fra letteratura di genere e dissertazione filosofica, Il quartetto di Alessandria è dunque una lettura consigliata a chiunque non abbia del sentimento amoroso una concezione monolitica, a prescindere da chi o da come si ami.